Pillola di Mercati: la settimana dal 26/10 al 30/10: banche centrali in pausa, tecnologici sotto pressione

Pillola di Mercati, sintesi della settimana

Il quadro della settimana

Una settimana a due velocità. Da un lato le banche centrali, che hanno scelto la pausa: Fed e BCE hanno lasciato i tassi fermi, con l’inflazione ancora troppo alta per parlare di cessato allarme.

Dall’altro la stagione delle trimestrali tecnologiche, che venerdì ha riacceso i dubbi sui costi dell’intelligenza artificiale e ha fatto scivolare Wall Street. In mezzo Piazza Affari, che nonostante il calo del venerdì chiude la settimana in recupero.

Stati Uniti: S&P 500 e Nasdaq

L’S&P 500 chiude a 7.580 punti, in calo dello 0,6% sulla settimana. Più marcata la flessione del Nasdaq 100, che lascia sul terreno il 2,0% e scende a 28.385 punti.

Il colpo è arrivato venerdì: Intel ha perso circa il 29% in una sola seduta dopo previsioni deludenti, trascinando tutto il comparto dei semiconduttori (AMD −11%, Nvidia −4%). Il Nasdaq ha chiuso la giornata intorno al −3%, ai minimi da quasi tre mesi. Già giovedì Alphabet aveva deluso il mercato per la quantità di cassa assorbita dagli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Il punto è semplice: il mercato continua a premiare chi investe nell’AI, ma ora chiede di vedere i ritorni. Quando i conti mostrano spese che crescono più dei ricavi, la reazione è immediata.

Nonostante la settimana negativa, da inizio anno l’S&P 500 resta in rialzo di circa l’11% e il Nasdaq 100 di oltre il 12%.

Piazza Affari

Il Ftse Mib chiude venerdì intorno ai 49.500 punti (−1% nella seduta), ma rispetto ai 48.558 punti del venerdì precedente il bilancio della settimana è positivo di circa il 2%.

Lunedì il rimbalzo più forte (+1,3%), giovedì un ritorno sopra quota 50.000, poi le vendite di venerdì su banche e tecnologici. Ottobre resta però un mese difficile per Milano: secondo Il Sole 24 Ore la Borsa italiana è stata la peggiore in Europa nel mese, con un calo del 3,6%.

Europa

Seduta di venerdì debole in quasi tutte le piazze: Francoforte −0,8%, Madrid −1% circa, Parigi e Londra sulla parità. Giovedì, invece, le borse avevano accolto con favore la pausa della BCE (Francoforte +1,3%, Parigi +1%).

La notizia politica della settimana è l’addio anticipato di Christine Lagarde: lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027, in vista delle presidenziali francesi di aprile. Sullo sfondo resta la tensione sui conti pubblici di Parigi, con il rendimento del decennale francese salito in settimana oltre il 4,9%.

Spread BTP-Bund

Lo spread chiude a 118 punti base, in calo dai 122 del venerdì precedente. Il rendimento del BTP decennale scende intorno al 4,50%.

Lo spread è il sovrapprezzo che lo Stato italiano paga rispetto alla Germania per farsi prestare denaro a dieci anni. Quando scende, il mercato giudica l’Italia un debitore un po’ più affidabile, e questo alleggerisce il costo del debito pubblico.

Petrolio

Il Brent resta sopra i 110 dollari al barile, con ottobre in rialzo di circa il 12%. A inizio settimana i prezzi erano scesi sulle speranze di un negoziato tra Stati Uniti e Iran; poi le notizie di tre petroliere in fiamme dopo aver urtato mine a sud dello Stretto di Hormuz hanno riportato tensione.

Venerdì il gas europeo è salito del 5%, a 103 euro al megawattora.

Quadro macro

  • Fed: tassi fermi al 3,75-4%, ma due membri del comitato avrebbero voluto un rialzo. Il presidente Kevin Warsh giudica l’inflazione “troppo alta”; il mercato si aspetta un rialzo a dicembre.
  • BCE: tassi fermi al 2,50% con decisione unanime, dopo aver discusso un possibile rialzo. Il mercato stima intorno all’80% la probabilità di una stretta a dicembre.
  • Inflazione in Italia: a ottobre sale al 5,4% (dal 4,2% di settembre), spinta dall’energia, che corre del 31,4% su base annua. L’inflazione di fondo è al 2,0%.
  • Crescita: nel terzo trimestre il PIL dell’Eurozona cresce dello 0,4%, quello italiano è fermo (0,0%), la Francia arretra dello 0,1%.

Sintesi

Le banche centrali prendono tempo, ma la direzione resta quella di tassi più alti finché l’energia tiene alta l’inflazione.

I mercati azionari americani correggono sui titoli tecnologici dopo un anno di forti rialzi, mentre Piazza Affari e lo spread mostrano tenuta. In una fase come questa la volatilità fa parte del percorso: conta di più la coerenza del portafoglio con i propri obiettivi che il movimento di una singola seduta.

Contenuto a scopo puramente informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né sollecitazione al pubblico risparmio.

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